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Paolo di Canio tra le leggende del West Ham

Anche il Belpaese è legato alla storia degli Hammers, tramite l’attaccante Paolo di Canio. Se si escludono infatti i due anni di Gianfranco Zola allenatore tra il 2008 e il 2010, l’ex numero “10” romano è l’unico anello di congiunzione fra i due mondi. E che anello: un suo gol è stato votato il migliore della storia ad Upton Park e, inoltre, è stato eletto nella top 11 all time dei claret and blue.

Gli inizi, la sforbiciata storica, il Fair Play    
Partiamo però con ordine: l’arrivo a Londra nell’East End è datato dicembre 1998, con Harry Redknapp in panchina. L’ambientamento è veloce, grazie anche alle precedenti esperienze all’estero del giocatore (tra il ’96 e appunto il ’98 ai Celtics di Glasgow e allo Sheffield Wednesday) e il primo anno arrivano 5 gol in 13 partite. La seconda stagione, ’99-’00, è quella più prolifica a livello di risultati, sia personali che di squadra. I gol sono 18 in 45 partite, suddivisi tra Premier League (16), coppe nazionali (1) e coppe europee (1): e proprio in Europa arriva la soddisfazione di vincere la Coppa Intertoto, battendo il Metz in finale. In questa stagione però fra le 18 perle regalate ai tifosi degli Hammers, ce n’è una particolare: è il 26 marzo 2000 e al Boleyn Ground arriva il Wiblemdon. È il minuto 9’, quando Trevor Sinclair mette un cross teso dalla destra e Di Canio impatta il pallone al volo, con una sforbiciata incredibile e quasi contro natura. L’attaccante infatti colpisce di esterno destro un pallone perfetto per essere calciato con il sinistro, ma trova lo stesso l’angolino opposto ed entra nella storia del West Ham. La partita, nota a margine, finirà 2-1 per gli Irons, grazie anche al gol di Kanoute.
Sempre nel 2000, Di Canio dà una bella smorzata alle polemiche sul suo comportamento troppo aggressivo in campo. Dopo anni di litigi con arbitri e non solo, che gli avevano procurato la fama di attaccabrighe e giocatore scomodo, ecco il gesto che cambia l’idea di gran parte dell’opinione pubblica su di lui. Stavolta siamo a dicembre, il campo è quello di Goodison Park, casa dell’Everton: al 90’, sull’1-1, il portiere di casa, Gerrard, resta a terra dopo un’uscita. La palla quindi arriva (ancora) a Sinclair, cross e potenziale tiro a porta vuota: no, Di Canio ferma il pallone con le mani per permettere i soccorsi al portiere, rinunciando al gol della possibile vittoria (finirà 1-1). Questo gesto gli varrà memoria eterna oltremanica, il premio Fifa Fair Play della stagione e contribuirà a farlo entrare nella top 11 all time degli Hammers (unico giocatore non britannico).

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Le ultime stagioni ad Upton park            
Con la maglia dei Martelli, Di Canio giocherà fino al 2002-2003, quando verrà poi lasciato libero e si accaserà al Charlton, prima del ritorno in Italia. Il suo bottino finale sarà di 48 reti in 117 in quattro anni, al quale va aggiunto un grande legame affettivo, testimoniato dai tanti riconoscimenti riservatigli dai tifosi per il suo impegno e lealtà.

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