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Storia del West Ham United: trionfi e insuccessi

È il lontano 1895 e l’Inghilterra continua a crescere sull’onda della seconda Rivoluzione Industriale. Arnold Hills, proprietario del cantiere navale Thames Ironworks, decide di dare una possibilità di svago ai proprio dipendenti dopo il lavoro: nasce così l’omonima squadra di calcio. I colori sociali scelti sono claret and blue, ovvero rosso violaceo e azzurro, in vigore ancora oggi.

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L’avvento del nuovo secolo e le prime vittorie

Dopo la vittoria di un paio di campionati minori, ecco che con l’inizio del nuovo secolo vede la luce anche una nuova società, nata dalle ceneri del Thames Iron works: il West Ham United Football Club. Fino agli anni ’60 però, le soddisfazioni a livello di palmarès sono tutte in trofei secondari: una Western Football League nel 1907, una London Combination dieci anni più tardi, una Football League War Cup nel 1940 e, nel decennio ’50-’60, una Southern Floodit Cup (1956) e ben tre Essex Professional Cup (1951, 1955, 1959). Da qui in poi però, ecco che gli Hammers, o Irons se preferite, entrano con più peso nel calcio d’oltremanica.
La svolta degli anni ’60

Nel decennio degli hippie e delle rivoluzioni giovanili, ecco che due ragazzini, provenienti proprio dalla Academy claret and blue (d’ora in poi chiamata The Academy of Football e sempre più celebrata), portano il West Ham alla definitiva ribalta. Parliamo di Bobby Moore e Geoff Hurst, future colonne portanti – insieme ad un altro giovane appena arrivato, Martin Peters – anche della nazionale inglese, campione del mondo per la prima ed unica volta nel 1966. Il primo infatti era il capitano di quella spedizione, mentre Hurst rimane ancora oggi l’unico giocatore della storia ad aver messo a segno una tripletta in una finale mondiale (contro la Germania Ovest, 4-2 dopo i tempi supplementari). Il quarto gol – quello del momentaneo 2-1 inglese – fu siglato proprio da Peters, che suggellò una prestazione perfetta degli Irons.

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Non per niente, questi tre giocatori insieme vinceranno per ben 8 volte su 10 il premio di Hammer of the Year tra il 1960 e il 1970 (4 Moore, 3 Hurst, 1 Peters). In risultati di squadra, questo vuol dire: vittoria della FA Cup nella stagione ’63-’64, della Community Shield sempre del 1964 e della Coppa delle Coppe nel ’64-’65.

Per rivedere un trofeo dopo di loro, dovremo aspettare dieci anni, quando nel ’74-’75 una doppietta di Alan Taylor liquida il Fulham, dove Moore si era intanto trasferito. Alla fine del decennio, nella stagione ’79-’80, dopo un periodo buio di tre anni in seconda divisione, ecco che gli Hammers vincono di nuovo la Coppa d’Inghilterra (o FA Cup) e diventano la prima squadra di sempre ad aggiudicarsi il trofeo pur giocando in Seconda Divisione. Mattatore del match è Trevor Brooking, unico giocatore del club ad aver vinto il premio di migliore dell’anno per ben 5 volte. L’ultimo titolo targato West Ham è la Coppa Intertoto del ’99, vinta ai danni del Metz.

Gli anni 2000   
Ancora a secco di trofei rilevanti, l’unica cosa da segnalare è il – contestatissimo – cambio di casa: dopo 102 al Boleyn Ground infatti, il West Ham si è trasferito nella stagione corrente all’Olympic Stadium, utilizzato per i Giochi Olimpici del 2012.

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